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Inail, andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali

Il 2020 sarà ricordato sicuramente come l’anno della pandemia dovuta al terribile Covid-19. Il nuovo coronavirus del terzo millennio ha avuto, purtroppo, un riflesso negativo anche in ambito lavorativo, basti pensare che i dati infortunistici del 2020 ne sono fortemente influenzati. Un quarto del
totale delle denunce d’infortunio e un terzo di quelle con esito mortale pervenute da inizio anno all’Inail sono, infatti, dovute al contagio da Covid-19.

L’impatto della pandemia in ambito lavorativo non si è circoscritto solamente all’anno 2020, ma sta influenzando anche i primi mesi del 2021, con un trend che comunque dal mese di febbraio è in sensibile diminuzione.

2020: Gli infortuni sul lavoro nell’anno del Covid-19

Alla data del 30 aprile 2021, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel 2020 sono state 571.198, in diminuzione di circa 74mila casi rispetto alle 644.993 del 2019 (-11,4%). Il calo si è registrato pur in presenza nel 2020 delle denunce di infortunio sul lavoro a seguito dei contagi da Covid19 segnalate all’Inail, che rappresentano un quarto del totale delle denunce di infortunio pervenute. In particolare, le denunce di infortunio da Covid-19 hanno avuto nel 2020 due importanti picchi, a novembre e a marzo (rispettivamente quasi 40mila e 30mila denunce) con drastiche riduzioni del fenomeno nel periodo estivo. La riduzione delle denunce in complesso registrata nel 2020 rispetto all’anno precedente (-11,4%) è media di due diminuzioni marcatamente diverse per le due modalità di accadimento degli infortuni: se gli infortuni in occasione di lavoro (506mila), nonostante la presenza delle nuove denunce da Covid-19, sono diminuiti del 6,2%, quelli in itinere (65mila) sono calati del 38,2%, come conseguenza delle limitazioni alla circolazione stradale durante i lockdown e del massiccio ricorso allo smart working.

Gli infortuni sul lavoro in aumento nel 2020

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nel 2020 sono state 1.538, in aumento di 333 casi rispetto ai 1.205 registrati nel 2019 (+27,6%). L’incremento è influenzato soprattutto dai decessi causati dall’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo, che rappresentano oltre un terzo dei decessi denunciati all’Inail e che hanno visto in marzo il mese più critico (oltre la metà delle denunce mortali da Covid-19 dell’anno 2020 sono riconducibili a questo mese). Come per le denunce in complesso, anche per quelle con esito mortale la variazione rilevata nel 2020 rispetto all’anno precedente (+27,6%) è sintesi di un diverso andamento nelle modalità di accadimento dell’infortunio.

Le denunce degli infortuni in itinere (226 casi) sono diminuite rispetto al 2019 del 31,7% (per la già richiamata riduzione della circolazione stradale in seguito alle azioni di contenimento del Covid-19) a fronte di un notevole aumento (+50,1%) dei decessi denunciati in occasione di lavoro (1.312). Tale drammatico incremento è da ascrivere alla letalità della pandemia. Dettagliando ulteriormente i casi in occasione di lavoro secondo il coinvolgimento o meno di un mezzo di trasporto, si registra anche per i casi mortali, come per quelli in complesso, un calo (-22,0%) degli infortuni dovuti a incidenti stradali durante l’attività lavorativa (conducenti professionali, ecc.) mentre i restanti casi, in occasione di lavoro senza un veicolo coinvolto (1.131), registrano un aumento del 76,2%, conseguenza delle nuove denunce causate dall’infezione.

La gestione del rischio biologico nei luoghi di lavoro durante la pandemia da Covid-19

La pandemia da Covid 19 ha provocato una profonda riflessione sulla gestione del rischio biologico nei luoghi di lavoro. Il rischio da agenti biologici nei luoghi di lavoro, fatte salve alcune realtà lavorative, in passato è stato spesso un rischio sottostimato. Con la pandemia è invece emerso come in caso di emergenze di tipo sanitario a carattere epidemico o pandemico, quello che potrebbe apparire un rischio generico o un rischio legato a specifiche realtà lavorative, in realtà può avere un forte impatto su tutti i gli ambienti di vita e di lavoro ed è necessario approntare un’attenta valutazione dei rischi o sua revisione, con la messa a punto di specifiche misure di prevenzione e protezione.
A inizio pandemia si è generato un ampio dibattito tecnico e giuridico sul fatto che il rischio da SARS CoV 2 dovesse essere considerato un rischio specifico per alcune attività lavorative, mentre per altre come rischio sovrapponibile a quello della popolazione. Nel corso del 2020 e 2021 si sono quindi succeduti numerosi provvedimenti e atti di tipo legislativo, protocolli aziendali, indicazioni di tipo tecnico-scientifico, che hanno chiarito e supportato le azioni di contenimento e contrasto alla diffusione del COVID nei luoghi di lavoro, richiamando specifici ruoli aziendali in tema di prevenzione nei luoghi di lavoro.

Le malattie professionali tornano ad aumentare nel 2021

Le denunce di malattia professionale pervenute all’Inail alla data del 31 maggio di ciascun anno evidenziano per i primi cinque mesi del 2021 (quasi 24mila denunce di malattia), un incremento rispetto allo stesso periodo del 2020 (+43,4%, circa 7.200 malattie denunciate in più) e un sensibile calo rispetto al 2019 (-12,6%, circa 3.500 denunce in meno).

Fonte: Elaborazione Open Data mensili Inail – dati aggiornati al 31 maggio di ciascun anno

Nel 2021 le malattie professionali tornano, quindi, ad aumentare, dopo un 2020 condizionato fortemente dalla pandemia con denunce in costante decremento nel confronto con l’anno precedente. Infatti, se la sospensione temporanea o la chiusura nel corso del 2020 di molte attività economiche aveva da una parte ridotto l’esposizione al rischio di contrarre nuove malattie professionali, dall’altra lo stato di emergenza, le limitazioni alla circolazione e gli accessi controllati a strutture di vario genere, può aver reso oggettivamente difficoltoso, disincentivandolo o semplicemente rimandandolo, il ricorso ai presidi sanitari/amministrativi propedeutici alla presentazione della denuncia di malattia. Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio e dai tumori.

FONTE UFFICIALE: INAIL